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Proiezioni delle emissioni nello scenario base

Lo scenario denominato base (o “do nothing”) è quello con cui vengono confrontati gli scenari alternativi al fine della determinazione dei possibili interventi una volta stabiliti gli obiettivi di risanamento della qualità dell’aria.

Lo scenario “do nothing” viene costruito a partire dai dati derivanti dall’inventario delle emissioni e dalle elaborazioni dei modelli di diffusione, nell’ipotesi che non vengano prese ulteriori iniziative oltre a quelle già definite dalla normativa nazionale e/o provinciale e dalla pianificazione provinciale.

La prima fase della costruzione dello scenario “do nothing” è, quindi, quello dell’esame degli adeguamenti in atto, della pianificazione provinciale, nonché degli studi propedeutici alla pianificazione stessa, da cui trarre l’informazione qualitativa e quantitativa necessaria per la proiezione degli indicatori di attività.

Nel caso della Provincia Autonoma di Trento vengono utilizzati:
• Programma di sviluppo provinciale dell’XI legislatura (Provincia Aut. di Trento, 1995g);
• Piano Urbanistico Provinciale (Provincia Autonoma di Trento, 1987a, 1987b);
• Piano Provinciale Trasporti (Provincia Autonoma di Trento, 1994c);
• Piano Energetico Provinciale (Provincia Autonoma di Trento, 1995a);
• Piani Urbani del Traffico (Comune di Trento, 1996) ;
• Accordi di programma per il trasporto pubblico (Provincia Aut. di Trento, 1995e, 1995f);
• Programma di sviluppo ferrovie del Brennero (ARGE ALP, 1996).

Il Programma di sviluppo provinciale per l’XI legislatura fornisce una informazione di tipo qualitativo e conoscitivo che permette di individuare in maniera più precisa le variabili socio-economiche con cui procedere alle proiezioni dei livelli di attività.

Il Piano Urbanistico Provinciale, diventato legge nel novembre del 1987, rappresenta l’insieme di norme che regola l’uso del territorio ed è cogente rispetto ai piani regolatori comunali. L’informazione utilizzabile è comunque di tipo qualitativo, in quanto raccoglie le indicazioni relative a strade, ferrovie, scali, impianti di risalita e piste di discesa, infrastrutture come metanodotti, elettrodotti, centrali elettriche, bacini idroelettrici e altre reti tecnologiche di interesse provinciale.

Rispetto al programma di sviluppo provinciale, l’informazione è più precisa e maggiormente decisiva nella modellizzazione dello scenario e nella definizione degli obiettivi di qualità dell’aria da ottenere con il piano di risanamento.

Il Piano Provinciale dei Trasporti è l’elemento essenziale in sede di modellizzazione dello scenario per il macrosettore dei “Trasporti stradali”. Infatti, definisce i programmi di breve, medio e lungo periodo di infrastrutturazione, o le politiche di mobilità e gli interventi atti alla realizzazione degli obiettivi. L’informazione che si trae dal piano è sostanzialmente di tipo qualitativo, mentre l’informazione quantitativa (simulazione dei flussi di traffico) proviene dagli studi propedeutici (analisi della mobilità) al piano stesso.

Il Piano Energetico Provinciale è utile sia per reperire le informazioni di tipo qualitativo, quali le politiche di risparmio energetico, sia quantitativo, quali la definizione degli obiettivi quantitativi, la domanda futura di energia, l’offerta attuale e potenziale per le fonti alternative, le previsioni di metanizzazione.

I Piani Urbani del Traffico forniscono le informazioni qualitative (obiettivi, politiche, classificazioni delle strade) necessarie a formalizzare lo scenario per le proiezioni delle emissioni da traffico urbano, mentre gli studi propedeutici ai piani stessi forniscono l’informazione quantitativa (analisi della mobilità, flussi di traffico sulle principali strade).

Gli accordi di programma tra Provincia Autonoma di Trento e aziende di trasporto (Atesina SpA e Trento-Malè) forniscono l’informazione qualitativa sulle politiche di incentivazione del trasporto collettivo, l’offerta potenziale di trasporto collettivo extraurbano, il numero di chilometri che i mezzi (soprattutto gli autobus) percorreranno.

Documenti

c6.pdf



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