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D.M. 12 luglio 1990 altri allegati |
ALLEGATO 4
Metodi di campionamento, analisi e valutazione delle emissioni
ALLEGATO 4
Metodi di campionamento, analisi e valutazione delle emissioni
1. Ove non diversamente indicato, le emissioni possono essere misurate con metodi discontinui.
2. I metodi di campionamento, analisi e valutazione sono quelli elencati nella tabella 4.1.
3. Nei casi in cui le misure delle emissioni vengano effettuate con metodi automatici continui, le imprese devono verificare il corretto funzionamento delle apparecchiature di misura e procedere periodicamente alla calibrazione di concerto e con la supervisione dell'Autorità di controllo competente.
4. Nei casi di cui al precedente paragrafo 4 ed ove non altrimenti indicato negli allegati 2 e 3, il limite di emissione si intende rispettato se la media delle concentrazioni orarie rilevate durante l'effettivo funzionamento dell'impianto nell'arco di 24 ore è inferiore o uguale al limite di emissione stabilito a norma dell'articolo 4, comma 1, lettere d) ed e), del D.P.R. 24 maggio 1988, n. 203, e ciascun valore di concentrazione oraria non è superiore al 125% di tale limite.
5. Alle misure di emissione effettuate sia con metodi discontinui che con metodi continui automatici devono essere associati i valori delle grandezze più significative dell'impianto, atte a caratterizzarne lo stato di funzionamento, ai fini di una corretta interpretazione dei dati (ad esempio: produzione di vapore, carico generato, assorbimento elettrico dei filtri di captazione, ecc.).
6. Su tutti gli impianti l'Autorità competente per il controllo può effettuare, ove lo ritenga necessario, misurazioni al fine di valutare la quantità delle sostanze presenti nelle emissioni.
7. L'autorità competente può prescrivere in sede di autorizzazione l'esecuzione di misurazioni in continuo per l'ossigeno e per i tre inquinanti:
- Ossidi di zolfo
- Ossidi di azoto
- Polveri
I tempi ed i criteri per l'esercizio di tale facoltà sono determinati, su parere della Commissione di cui all'art. 2 comma 8, con decreto interministeriale ai sensi dell'art. 3, comma 2, del D.P.R. 24 maggio 1988, n. 203.
TABELLA 4.1
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1. |
Manuale UNICHIM |
N.122/1986. |
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2. |
Manuale UNICHIM |
N. 151/1988. |
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3. |
Manuale UNICHIM |
N. 158/1985. |
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4. |
Metodo UNICHIM |
N. 723/1987. |
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5. |
Metodo UNICHIM |
N. 758/1987. |
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6. |
Metodo UNICHIM |
N. 811/1985. |
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7. |
Metodo UNICHIM |
N. 825/1988. |
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8. |
Metodo ISTISAN |
N. 88/19. |
ALLEGATO 5
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INQUINANTE (stato) |
TIPO |
SISTEMA DI ABBATTIMENTO |
APPARECCHIATURE |
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Particolato |
Polveri |
A secco A umido |
Cicloni Filtri a tasche/maniche Filtri a letto granulare Filtri elettrostatici Torri di lavaggio (Tipo Venturi) |
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Liquidi |
Gocce Sprays Aerosol |
Dinamici Statici |
Separatori a gravità Cicloni Separatori ad inerzia d'urto Filtri a candela |
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Gassoso |
Inorganici acidi anidridi ossidi NOx Cl2 SO2 basi Organici non solubili in H2O Organici solubili in H2O |
Sistemi ad umido(pluristadio con reazione chimica) per via umida o secca Termico Chimico fisico Assorbimento Biologico Termico Chimico fisico Assorbimento Biologico |
Torri di lavaggio (con reazione chimica) Torri di assorbimento Condensatori Impianti di assorbimento a carboni attivi Combustori termici o catalitici Torre di lavaggio (in solventi organici) Biofiltri Condensatori Impianti di assorbimento a carboni attivi o resine particolari Combustori termici o catalitici Torre di lavaggio Biofiltri |
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CRITERI DI APPLICAZIONE |
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APPARECCHIATURE |
PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO |
CAMPO APPLICAZIONE |
CARATTERISTICHE |
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Ciclone |
Le particelle solide vengono separate dalla corrente gassosa sfruttando la forza centrifuga Le particelle liquide vengono separate dalla corrente gassosa sfruttando la forza centrifuga |
Dp > 10 E.A. = 80-85% |
VANTAGGI: -Basso costo inziale -Facilità manutentiva Adatto per basse perdite di carico SVANTAGGI: -Applicabile solo per Dp>=5 -Efficienza limitata in caso di particelle o gocce di piccolo diametro -Fenomeni di abrasione |
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Filtri a maniche Filtri a tasche |
Le particelle sono orzate contro una "maglia" di dimensioni ben precise: all'inizio dell'operazione di filtrazione, alcune particelle grossolane occludendo parzialmente tali maglie, realizzano una specie di "precoat" aumentando la efficienza di captazione. |
Dp > = 1 µm |
VANTAGGI: -Alta efficienza di captazione -Basso costo SVANTAGGI: -Non idoneo per alte concentrazioni di polveri (nel qual caso è necessario l'inseri mento di un ciclone a monte) -Manutenzione importante -Mal sopporta l'umidità -Produzione di residuo solido -Basse temperature di impiego |
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Filtri assoluti |
Filtri con potere di ritenzione fino a 0.2.Vengono utilizzati per la separazione di soli di da gas in situazioni molto spinte. (es. condizioni sterili) Il principio di funzionamento è analogo a quelle dei filtri a tasca/maniche. |
Dp > 0.2 µm E.A. 99.997% DOP test Blocco inquinanti tipo: -particelle radioattive -principi attivi farmaceutici etc. |
VANTAGGI : - Consentono un trattamento certo -Efficienza praticamente indipendente dal Dp SVANTAGGI : - Alto costo -Presuppongono prefiltri -Temono l'umidità - Non rigenerabili |
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Filtri elettro-statici |
Quando del particolato solido sospeso in un gas viene immesso in un ambiente di gas ionizzati e sottoposto ad un campo elettrico, esso tende a caricarsi elettrostaticamente e a migrare sotto l'azione del campo stesso |
Dp >= vedi vantaggi E.A. = 90-99% Consumi: 4-1.2 Kw/m3/sec Temperature fino 600 °C Pressioni fino 10 ATE |
VANTAGGGI: - Per Dp >=1, efficienza indipendente dal Dp - Apparecchiature molto versatili in un campo molto ampio in Dp - Applicazioni anche in condizioni di esercizio molto gravose SVANTAGGI: - Alto costo investimento - Alto costo esercizio |
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Torri lavaggio |
Il solido da abbattere viene posto in intimo contatto con acqua in particolari apparecchiature (torri a piattti a riempimento ecc..). Il peso specifico apparente del solido tende ad aumentare facilitandone la sedimentazione. |
Blocco polveri in range ampio di granulometria E.A.= 95-99.52% |
VANTAGGI: - Facilità di gestione - Basso costo di manutenzione - Elasticità nelle condizioni di esercizio |
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Separator a gravità |
Si riduce la velocità del gas |
Dp > 100 µm |
VANRAGGI: - Basso costo - Assenza manutentiva SVANTAGGI - Limitato range di applicazione - Ingombro |
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Separatori ad inerzia d'urto |
Le particelle liquide vengono separate dalla fase gassosa ponendo sul loro cammino un ostacolo |
Dp > 2-3 µm |
VANTAGGI: - Basso costo - Ingombro ridotto SVANTAGGI - Possono intasarsi (se presente del partico lato) |
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Filtri a candela |
Analogo a quello dei filtri per separare solidi |
- Sprays 200>Dp > 100 µm - Aerosol Dp=>0.01µm |
VANTAGGI - Alta efficienza |
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Torri lavaggio |
Il linea di massima si tende a sfruttare la solubilità dei composti da abbattere nell'acqua. Si cerca quindi di realizzare in opportune apparecchia ture (torri a riempimento a piatti etc.), un intimo a piatti etc.), un intimo abbattere e la fase liquida. Qualora si voglia inoltre trasformare i composti abbattuti in altre sostanze al fine di rendere più facile lo smaltimento (es.salificazione di alcuni acidi in sali), ciò può essere in genere facilmente ottenuto dimensionando opportunamente la colonna (in modo da ottenere opportuni tempi di contatto) e realizzando una opportuna soluzione di ricircolo. Tali unità possono essere realizzate anche in più stadi in serie (acidi, vaggio, basico). CASI PARTICOLARI Trattamento gas da inceneritori. A monte delle torri di lavaggio e neutralizzazio ne si deve in genere prevedere uno stadio di filtrazione metalli pesanti (elettrofiltri) e uno di quenching (abbattimento della temperatura). Abbattimento di NOx. In un primo stadio, me diante l'ausilio di un ossidante, si cerca di ossidare l'NOx a NO2, salificando poi a nitriti o nitrati (fertilizzanti). Recenti applicazioni consentono di riconvertire NOx provenienti da impianti di decappaggio nuovamente in HNO3 da riutilizzare in testa all'impianto di decappaggio stesso. |
Inorganici solubili in H2O quali ad es: Cl2;H2S; HCl;SO2; NH4OH;etc. Fumi da inceneritori NOx |
VANTAGGI: E' praticamente l'unico sistema di abbattimento di tali sostanze. Hanno il vantaggio di avere una gestione sufficientemente semplice, bassi costi di manutenzione |
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Condensatori |
Si basa sul principio fisico della tensione di vapore. E' un siste ma la cui efficacia dipende dal ;la temperatura di ebollizione del composto. Si può coadiuvare operando una condensazione sotto vuoto. |
Composti organici |
VANTAGGI Apparecchiature di ridotte dimensioni e costo SVANTAGGI Efficienza di captazione in genere insufficiente per rientrare nella normativa, per cui si deve prendere un ulteriore impianto. |
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Impianti di adsorbimento a carboni attivi |
Tali impianti si basano sulla capacità che hanno alcune sostanze (carboni attivi) di trattenere prima (adsorbire) altre sostanze e rilasciarle poi in particolari condizioni.Il flusso gassoso attraversando il letto si sarà impoverito dell'inquinante in esame. Dimensionando opportunamente l'impianto si potrà fare in modo che il gas in uscita abbia un contenuto di inquinante inferiore a determinati. Le quantità max di inquinante che l'unità di massa di carbone attivo può adsorbire (punto di saturazione), dipende essenzialmente dal tipo di inquinante. Raggiunto tale valore limite il solvente perde la capacità di trattenere e quindi deve essere rigenerato. Tale operazione si basa ul principio che l'inquinante in esame verrà rilasciato qualora il letto venga riscaldato, e/o posto sottovuoto e/o posto a contatto con una altra sostanza verso il quale il carbone abbia maggiore affinità. L'inquinante desorbito può essere recuperato ed in alcuni casi addirittura riutilizzato a monte dell'impianto che lo ha generato. Strumentazio ne apposita mantiene con tinuamente sotto controllo l'impianto. |
Quasi tutti i composti organici |
VANTAGGI E' un sistema che per mette di spingere la concentrazione di inquinanti (se adsorbibili) fino a valori estrema mente bassi (ppm) e poi di recuperarli, con efficienze di captazione e recupero fino a 95-98%. In alcune condizioni è possibile il riciclaggio immediato dell'inquinante. In tali casi si hanno dei payback variabili fra 1-3 anni. SVANTAGGI Il carbone dopo un certo periodo di esercizio (in genere 3-5 anni) abbisogna di una rigenerazionespinta. Gli impianti, pur se totalmente automatizzati, richiedono sempre una certa assistenza. Costo iniziale di una certa entità. |
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combustori termici |
Ossidazione per via termica degli inquinanti gassosi in una camera di combustione chiusa. |
Sostanze organiche (inorganiche in casi particolari |
VANTAGGI: Buona efficienza in funzione della temperatura di combustione, turbolenza, tipo di bruciato SVANTAGGI - Costo energetico - Possibile produzione di inquinanti (NOx SO2, acidi solforati etc.) |
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combustori catalitici |
Ossidazione per via catalitica degli inquinanti in camera di combustione chiusa provvista di letto fisso di catalizzatori costituiti da strutture ceramiche o metalliche impregnate con sali di metalli preziosi o da granuli di particolari ossidi metallici . |
Sostanze organiche non accompagnateda: alogeni, antimonio, cadmio, fosforo, zolfo, zinco, piombo, mercurio, stagno, siicio... |
VANTAGGI: Buona efficienza in funzione della temperatura i combustione e del tipo di catalizzatore. SVANTAGGI: Costi di esercizio. Limiti di applicazione. |
Legenda:
Dp = diametro particolato
E.A = Efficienza abbattimento
N.B. L'efficienza è strettamente legata alla distribuzione granulometrica del particolato. I valori indicati, quindi, sono indicativi ed inerenti a situazioni mediate, e presuppongono una trascurabile percentuale di particolato con diametro Dp limite.
ALLEGATO 6
Emissione diffusa - ex art. 3, comma 5
6.1. Emissioni di polveri nella manipolazione, produzione, trasporto, carico e scarico, stoccaggio di prodotti polverulenti.
Generalità
Per gli impianti, nei quali si manipolano, producono, trasportano, caricano e scaricano, immagazzinano prodotti polverulenti devono essere prese misure per il contenimento delle emissioni.
I prodotti polverulenti sono sostanze solide, che a causa della loro densità, granulometria, forma del granulo, resistenza all'abrasione, composizione, o contenuto in umidità possono dare luogo ad emissioni, nella manipolazione o nello stoccaggio.
Nello stabilire le prescrizioni deve essere in particolar modo tenuto presente quanto segue:
- pericolosità delle polveri;
- flusso di massa delle emissioni;
- durata delle emissioni;
- condizioni meteorologiche;
- condizioni dell'ambiente circostante.
6.2. Manipolazione e produzione di sostanze polverulente.
Le macchine, gli apparecchi e le altre attrezzature, usate per la preparazione o produzione (ad es. frantumazione, cernita, miscelazione, riscaldamento, raffreddamento, pellettizzazione, bricchettazione) di sostanze polverulente devono essere incapsulate. Se non è possibile ottenere una tenuta di polvere ermetica, soprattutto nei punti di introduzione, estrazione e trasferimento, le emissioni contenenti polveri devono essere convogliate ad un impianto di depolverazione.
6.3. Trasporto, carico e scarico, delle sostanze polverulente.
Per il trasporto di sostanze polverulente devono essere utilizzati dispositivi chiusi. Se non è possibile l'incapsulamento, o è possibile realizzarlo solo parzialmente, le emissioni contenenti polveri devono essere convogliate ad un'apparecchiatura di depolverazione.
Per il carico e lo scarico dei prodotti polverulenti devono essere installati impianti di aspirazione e depolverazione nei seguenti punti:
- punti fissi, dove avviene il prelievo, il trasferimento, lo sgancio con benne, pale caricatrici, attrezzature di trasporto;
- sbocchi di tubazione di caduta delle attrezzature di caricamento;
- attrezzature di ventilazione, come parte integrante di impianti di scarico pneumatici o meccanici;
- canali di scarico per veicoli su strada o rotaie;
- convogliatori aspiranti.
Se la captazione delle emissioni contenenti polveri non è possibile:
- si deve mantenere, possibilmente in modo automatico un'adeguata altezza di caduta;
- nei tubi di scarico deve essere mantenuto quanto più bassa possibile la velocità di uscita del materiale trasportato, ad es. mediante deflettori oscillanti.
Nel caricamento di materiali polverulenti in contenitori da trasporto chiusi l'aria di spostamento deve essere raccolta e convogliata ad un impianto di depolverazione.
La copertura delle strade, percorse da mezzi di trasporto, deve essere tale da non dar luogo ad emissioni di polveri.
6.4. Magazzinaggio di materiali polverulenti.
Nello stabilire le prescrizioni per il magazzinaggio di materiali polverulenti, devono essere prese in considerazioni ad es. le seguenti misure:
- stoccaggio in silos;
- copertura superiore e su tutti i lati del cumulo di materiali sfusi, incluse tutte le attrezzature ausiliarie;
- copertura della superficie, ed es. con stuoie;
- manti erbosi;
- costruzione di terrapieni coperti di verde, piantagioni e barriere frangivento;
- provvedere a mantenere costantemente una sufficiente umidità alla superficie del suolo.
6.5. Se nei materiali polverulenti i contenitori delle sostanze sotto riportate superano i seguenti valori, riferiti al secco, in una frazione di materiale separabile mediante setacciatura con setaccio con maglie che abbiano larghezza massima di 5 mm, si devono applicare le misure più efficaci fra quelle prescritte nei paragrafi precedenti:
- sostanze di cui all'allegato 1, paragrafo 1, tabella A1, classe I, e tabella A2, paragrafo 2, tabella B, classe I, paragrafo 4, tabella D, classe I- sostanze di cui all'allegato 1, paragrafo 1, tabella A1, classe II, paragrafo 2, tabella B, classe II- sostanze di cui all'allegato 1, paragrafo 1, tabella A1, classe III
ALLEGATO 7
Emissione in forma di gas o vapore derivanti dalla lavorazione, trasporto, travaso e stoccaggio di sostanze organiche liquide, ex art. 3, comma 5
7.1. Pompe.
Le pompe utilizzate per la movimentazione di sostanze organiche liquide con punto di infiammabilità inferiore a 21 °C e con punto di ebollizione fino a 200 °C:
- contenenti le sostanze di cui all'allegato 1, paragrafo 1 tabella A1 in quantità superiore a 10 mg/kg per le sostanze della classe I e a 50 g/kg per le sostanze delle classi II e III.
- contenenti sostanze di cui all'allegato 1, paragrafo 4 tabella D classe I in quantità superiore a 50 g/kg
devono garantire una efficace tenuta o in alternativa idonei sistemi di aspirazione delle perdite in forma di gas o vapore e convogliamento ad impianti di abbattimento.
7.2. Compressori.
Per i compressori utilizzati per gas contenenti:
- sostanze di cui all'allegato 1, paragrafo 1, tabella A1, classe I
- sostanze di cui all'allegato 1, paragrafo 1, tabella A1, classi II e III in quantità superiore a 50 g/kg
- sostanze di cui all'allegato 1, paragrafo 4, tabella D, classe I in quantità superiore a 50 g/kg.
Il degasaggio del liquido residuo conseguente all'arresto deve essere effettuato evitando emissioni delle sostanze stesse nell'atmosfera.
7.3. Raccordi a flangia.
I raccordi a flangia devono essere usati soltanto se garantiscono un buon livello di tenuta, in particolare se in essi defluiscono sostanze di cui all'allegato 1, paragrafo 1 o sostanze di cui all'allegato 1, paragrafo 4 tabella D della I classe.
7.4. Valvolame.
Le valvole devono essere rese ermetiche con adeguati sistemi di tenuta quando sono attraversate da:
- sostanze di cui all'allegato 1, paragrafo 1, tabella A1, classe I
- sostanze di cui all'allegato 1, paragrafo 1, tabella A1, classi II e III in quantità superiore a 50 g/kg
- sostanze di cui all'allegato 1, paragrafo 4, tabella D, classe I in quantità superiore a 50 g/kg
7.5. Campionature.
I punti dove vengono prelevate le campionature devono essere incapsulati, o dotati di dispositivi di bloccaggio, in modo che non si verifichino emissioni nel prelievo delle campionature; nel prelievo dei campioni il prodotto di testa deve essere o rimesso in circolo, o completamente raccolto.
7.6. Caricazione di sostanze organiche liquide.
Nella caricazione di sostanze organiche liquide devono essere prese speciali misure per la diminuzione delle emissioni, come l'aspirazione e il convogliamento dei gas di scarico in un impianto di abbattimento.