
L'esperienza del silenzio |
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Nel corso delle nostre campagne di monitoraggio abbiamo, in alcune occasioni, condotto delle misure di livelli sonori in ambienti montani isolati da attività umane. Al riguardo viene qui riportata un’esperienza condotta durante una campagna di rilevamento nel parco di Paneveggio, parco naturale inserito nell’ambiente scenico offerto dalle Pale di San Martino. Come Vi sarà possibile constatare, in ambienti naturali protetti valori di rumorosità di 0 dB(A) non esistono.
Nel caso in questione avevamo predisposto un monitoraggio in continuo dei livelli sonori presso la baita "Brenzi" (1402 s.l.m.), sita in Val Cadino. La baita è inserita in un ambiente boschivo raggiungibile a piedi ed è protetta dalla rumorosità della strada di fondovalle, peraltro poco trafficata. L’ambiente circostante è ricco di svariate specie animali quali il capriolo, il camoscio, il cervo, la marmotta, la lepre, lo scoiattolo, la volpe, la martora e l’ermellino, oltre a molteplici varietà di uccelli tra cui il gallo cedrone, il gallo forcello, il francolino, l’aquila reale, il gufo, l’allocco e la pernice bianca ed insetti quali grilli, cicale, ecc. I livelli sonori rilevati risultano quindi controllati, oltre che dalla vita animale, di cui la zona risulta esserne ricca, dall’azione del vento che soffia fra le fronde degli alberi. Nel grafico, di seguito riportato, è indicato l’andamento dei valori di rumorosità rilevati nella giornata del 22 luglio 1996, come si osservare il livello equivalente diurno è risultato pari a 42 dB(A) e quello notturno pari a 40,1 dB(A).
Si noti come i livelli di rumorosità rilevati non scendano mai, nemmeno la notte, al di sotto dei 36-37 dB(A) e come, per contro, la differenza fra livelli diurni e quelli notturni sia contenuta in 2 dB(A) circa. I dati raccolti forniscono una dimostrazione circa il fatto che suono e rumore non si differenziano per il solo livello sonoro. |