Pur non essendo disponibili di stime attendibili sull’effettiva consistenza delle riserve mondiali di combustibili fossili utilizzati come fonte primaria, le cosiddette “fonti di energia non rinnovabili” (le attuali stime sono di riserve sufficienti per un periodo compreso tra i 50 e i 250 anni) è evidente che tali risorse sono comunque limitate ed è quindi indispensabile una gestione estremamente oculata delle stesse. Inoltre molti processi di trasformazione dell’energia, ed in particolare la combustione, implicano il rilascio nell’ambiente di sostanze che possono avere effetti negativi (sull’uomo, sulla fauna, sul patrimonio forestale, sull’ecosistema nel suo complesso, sul microclima locale e, al limite, sul clima globale della terra).
A seguito della conferenza internazionale recentemente tenuta a Kyoto, attualmente l’attenzione è concentrata sulle emissioni di biossido di carbonio (CO2) di origine antropica (sostanzialmente dovute alla combustione di fonti energetiche contenenti carbonio), per il possibile impatto sul clima terrestre (effetto serra). Va tenuto presente però, che questo non è l’unico aspetto del problema né necessariamente il più grave ma comunque, alla luce di quanto sopra accennato, è opportuno intervenire per: · ridurre i consumi di energia; · ridurre le emissioni nell’atmosfera dei prodotti della combustione; · incrementare l’impiego di fonti rinnovabili. · aumentare il patrimonio forestale per compensare (almeno parzialmente) le emissioni di CO2; Lo studio che segue fotografa i consumi energetici della Provincia Autonoma di Trento nell’anno 1997 ed è orientato a fornire gli elementi utili per la valutazione del loro impatto
ambientale e delle possibili azioni da intraprendere.
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