
Ossidi di Azoto (NOx) Biossido di Azoto (NO2) |
|
|
1. Cos’è?
Il Biossido di Azoto è un gas di colore rosso bruno, di odore forte e pungente, altamente tossico ed irritante. 2. Sorgenti In generale gli ossidi di azoto (NO, N2O, NO2 ed altri) sono generati da i processi di combustione, qualunque sia il combustibile utilizzato, per reazione diretta tra l’azoto e l’ossigeno dell’aria ad alta temperatura (> 1.200 °C). I processi di combustione (centrali termoelettriche, riscaldamento, motori a combustione interna) emettono quale componente principale monossido di azoto (NO) che, nelle emissioni di un motore a combustione interna, rappresenta circa il 98 % delle emissioni totali di ossidi di azoto. Successivamente il monossido di azoto (NO) in presenza di ozono si trasforma in biossido di azoto. La formazione diretta di NO2 dai processi di combustione è strettamente correlata agli elevati valori di pressione e temperatura che si realizzano all’interno delle camere di combustione dei motori. I fumi di scarico degli autoveicoli contribuiscono enormemente all’inquinamento da NO; la quantità di emissioni dipende dalle caratteristiche del motore e dalla modalità del suo utilizzo (velocità, accelerazione, ecc.). In generale, la presenza di NO aumenta quando il motore lavora ad elevato numero di giri (arterie urbane a scorrimento veloce, autostrade, ecc.). Il biossido di azoto può essere originato anche da processi produttivi senza combustione, come ad esempio la produzione di acido nitrico, fertilizzanti azotati, ecc..., ed anche da sorgenti naturali (attività batterica, eruzioni vulcaniche, incendi). |
|
3. Dove si trova?
La miscela degli ossidi di azoto, una volta immessa nell'ambiente, vi permane fino a cinque giorni, prima di essere rimossa con formazione di acido nitrico (HNO3) e quindi di nitrati. Pertanto, in particolari condizioni meteorologiche e in presenza di concentrazioni elevate, tale sostanza può diffondersi nell’atmosfera ed interessare territori situati anche a grande distanza dalla sorgente inquinante. 4. Effetti sulla salute e sull’ambiente Per quanto riguarda gli effetti sulla salute dell'uomo, sia il monossido di azoto che il biossido di azoto risultano potenzialmente pericolosi per la salute. In particolare il monossido di azoto (NO), analogamente al monossido di carbonio, agisce sull’emoglobina, fissandosi ad essa con formazione di metamoglobina e nitrosometaemoglobina. Questo processo interferisce con la normale ossigenazione dei tessuti da parte del sangue ma, nonostante ciò, non sono mai stati riscontrati casi di decessi per avvelenamento da NO. Il biossido di azoto è più pericoloso per la salute umana, con una tossicità fino a quattro volte maggiore di quella del monossido di azoto. Forte ossidante ed irritante, il biossido di azoto esercita il suo effetto tossico principalmente sugli occhi, sulle mucose e sui polmoni. In particolare tale gas è responsabile di specifiche patologie a carico dell’apparato respiratorio (bronchiti, allergie, irritazioni, edemi polmonari che possono portare anche al decesso). I soggetti più esposti all'azione tossica sono quelli più sensibili, come i bambini e gli asmatici. Il biossido di azoto si può ritenere uno degli inquinanti atmosferici più pericolosi, non solo per la sua natura irritante sull’uomo, ma anche perché, in condizioni di forte irraggiamento solare, provoca delle reazioni fotochimiche secondarie che creano altre sostanze inquinanti (“smog fotochimico”): in particolare è un precursore dell’ozono troposferico. Inoltre, trasformandosi in presenza di umidità in acido nitrico, esso è una delle cause della formazione delle cosiddette “piogge acide”, che provocano ingenti danni alle piante e più in generale alterazioni negli equilibri ecologici ambientali. 5. Limiti normativi Per il biossido di azoto (NO2) ed in generale gli ossidi di azoto (NOx), il riferimento normativo è il Decreto Ministeriale del 2 aprile 2002, n. 60. I valori limite, ovvero le concentrazioni massime in atmosfera per evitare, prevenire o ridurre gli effetti dannosi sulla salute umana e sull'ambiente, validi in tutti i paesi dell’U.E. e quindi anche in Italia, sono riepilogati nella sottostante tabella: Valore limite Periodo di mediazione Valore limite In vigore dal Per la protezione della salute umana 1 ora 200 µg/m3 da non superare più di 18 volte all'anno 01/01/2010 Per la protezione della salute umana Anno civile 40 µg/m3 01/01/2010 Per la protezione degli ecosistemi Anno civile 30 µg/m3 19/07/2001 Per il Biossido di Azoto è stata stabilita anche una soglia di allarme, ovvero la concentrazione atmosferica oltre la quale vi è un rischio per la salute umana in caso di esposizione di breve durata e raggiunto il quale si deve immediatamente intervenire. Tale valore è pari a 400 µg/m3, misurati su tre ore consecutive in un sito rappresentativo della qualità dell'aria su un’area di almeno 100 km2. |