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Provincia Autonoma di Trento - Agenzia provinciale per la protezione dell'ambiente

 
 
 

Monossido di carbonio (CO)

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1. Cos’è?

Il Monossido di carbonio (CO) è un gas incolore, insapore, inodore ed è un po' più leggero dell'aria. Esso rappresenta l’inquinante gassoso più abbondante in atmosfera.

2. Sorgenti

Il Monossido di carbonio si forma principalmente dalla combustione incompleta degli idrocarburi presenti in carburanti e combustibili. Quando la combustione avviene in condizioni ideali si forma esclusivamente anidride carbonica (CO2) mentre quando la quantità di Ossigeno a disposizione è insufficiente, si forma anche CO.
La principale sorgente di questa sostanza è rappresentata dal traffico veicolare (circa l'80% della produzione complessiva; in ambito urbano anche fino al 90 – 95%), in particolare dai gas di scarico dei veicoli a benzina.
La concentrazione di CO emessa dagli scarichi dei veicoli è strettamente correlata alle condizioni di funzionamento del motore: si registrano concentrazioni più elevate con motore a bassi regimi ed in fase di decelerazione, condizioni tipiche di traffico urbano intenso e rallentato. Altre sorgenti sono gli impianti termici e alcuni processi industriali, come ad esempio la produzione di acciaio.




3. Dove si trova?




il Monossido di carbonio (CO) è un inquinante primario con un tempo di permanenza in atmosfera relativamente lungo (circa quattro mesi) e con una bassa reattività chimica; pertanto le concentrazioni in atmosfera maggiori di questo inquinante si riscontrano in prossimità delle sorgenti principali (aree urbane con traffico veicolare intenso).


Inoltre, la concentrazione spaziale su piccola scala del CO risente in modo rilevante dell’interazione tra le condizioni micro meteorologiche e la struttura delle strade (possibilità di “effetto Canyon”).






4. Effetti sulla salute e sull’ambiente




La tossicità del monossido di carbonio è dovuta alla sua capacità di legarsi con l'emoglobina del sangue in concorrenza con l'ossigeno, formando carbossiemoglobina (COHb), interferendo così sul trasporto di ossigeno ai tessuti. Il legame tra CO ed emoglobina è duecento volte più intenso di quello tra l'emoglobina e ossigeno: dunque la presenza di elevate concentrazioni di monossido di carbonio nell'aria inibisce il naturale processo di ossigenazione del sangue.


La concentrazione di COHb nel sangue cresce molto rapidamente soprattutto nelle arterie coronarie e celebrali, con conseguenze dannose sul sistema nervoso e cardiovascolare, in particolare nelle persone affette da cardiopatie e nei fumatori. In particolare l’esposizione al monossido di carbonio può portare a mutamenti nella funzione cardiaca e polmonare, emicrania, affaticamento, sonnolenza e difetti respiratori. Non sono stati riscontrati effetti particolari nell’uomo per concentrazioni di COHb inferiori al 2%, corrispondente ad un’esposizione per 90 minuti a 47 mg/m3 di CO; se l’esposizione sale ad 8 ore, concentrazioni di CO di poco superiori a 20 mg/m3 non possono essere considerate ininfluenti per particolari popolazioni a rischio, quali soggetti con malattie cardiovascolari e donne in gravidanza.


Concentrazioni elevatissime di CO possono anche condurre alla morte per asfissia, ma alle concentrazioni abitualmente rilevabili nell’atmosfera urbana gli effetti sulla salute sono reversibili e sicuramente meno acuti: infatti se l'esposizione al monossido di carbonio viene interrotta, il CO combinato con l'emoglobina viene spontaneamente rilasciato in poche ore.




Nessun danno, se non a concentrazioni elevatissime, si riscontra invece sulle piante.






6. Limiti normativi




Per il monossido di carbonio (CO) il riferimento normativo è il Decreto Ministeriale del 2 aprile 2002, n. 60.


I valore limite, ovvero le concentrazioni massime in atmosfera per evitare, prevenire o ridurre gli effetti dannosi sulla salute umana e sull'ambiente, validi in tutti i paesi dell’U.E. e quindi anche in Italia, sono riepilogati nella sottostante tabella:







































Valore limite






Periodo di mediazione

Valore limite

In vigore dal

Per la protezione della salute umana

Media massima giornaliera su 8 ore

10 mg/m3

01/01/2005






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